La ricerca artistica di Valentina Ratta si sviluppa come un unico sistema percettivo in cui luce, ritmo e materia si articolano attraverso linguaggi differenti ma interdipendenti.
La pittura rappresenta la forma pubblica di questo processo, in cui la percezione si traduce in strutture astratte essenziali, costruite attraverso colature, incisioni, densità e variazioni luminose.
All’interno dello stesso sistema, la pratica musicale — attraverso violino e tastiera— non è intesa come disciplina separata, ma come estensione del gesto percettivo. Il suono viene esplorato nella sua dimensione fisica e temporale, generando una gestualità istintiva e stratificata che si riflette nella costruzione ritmica della superficie pittorica.
La fotografia costituisce un ulteriore livello di osservazione della luce e delle sue trasformazioni. Non come linguaggio autonomo, ma come strumento di analisi percettiva del reale, che alimenta la costruzione interna delle immagini.
In questo sistema, il gesto musicale, l’osservazione fotografica e la costruzione pittorica condividono la stessa origine: una modalità percettiva continua che traduce stimoli visivi e sonori in struttura.
Le opere nascono da immagini interiori precise e vengono realizzate attraverso processi diretti e non ripetitivi, mantenendo una coerenza interna tra intuizione e costruzione materiale.
La documentazione fotografica e sonora del processo di ricerca è parte dell’archivio privato dell’artista e non è destinata alla diffusione pubblica.
Dal 2023, numerose opere sono entrate in collezioni private in Italia e all’estero. Il suo lavoro ha attirato l’attenzione di figure legate al contesto accademico e al sistema dell’arte contemporanea, tra cui il Dr. Michelangelo Poletti (già Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna) e l’artista Luca Maria Malaguti, con cui si sono sviluppati dialoghi tecnici sul rapporto tra materia, luce e costruzione percettiva dell’immagine.
Valentina Ratta è socia dell’Accademia dei Semplici, istituzione culturale e di promozione sociale di rilievo nel territorio bolognese, impegnata nella valorizzazione delle arti e della ricerca culturale.
L’archivio delle opere documenta un percorso in continua evoluzione, in cui ogni lavoro si inserisce in una coerenza interna tra percezione e costruzione materica dell’immagine.